Meleggiare pallido e assorto
Sono troppi e troppo insistenti i richiami pauperistici e falso ecologisti che ci adunano all'ammasso dei ragionamenti. Non è il peggiore, ma voglio chiosare quanto leggo su quel foglio di propaganda anti razionale che è ormai diventato il Venerdì di Repubblica.
Eco- cucina si intitola il pezzo, con un bel decalogo per allocchi annoiati e snob. O siamo sul banale o sul contraddittorio o sul lodicotantoperdire. In ogni caso guardiamoci da questi consigli.
Il carrello si riempie on line. Ogni anno una famiglia percorre 1.440 chilometri (e chi gliel'ha detto?) per rifornire la dispensa: meglio la spesa in rete.
Clamoroso. Oltre al fatto di non poter toccare con mano o vedere da vicino cosa compri, leggere le etichette e controllare il peso, devi aumentare il traffico e pagare un sovrappiù. Furbo.
[Il mio supermercato dista 1 km; di solito ci vado una volta alla settimana, in macchina. Se fossero due, in un anno fanno 104 km. Se andassi a quello più distante, sempre due volte la settimana, sarebbero 624. Se la media è quella, qualcuno va a fare la spesa in Australia].
La spesa bio è di gruppo. Per comprare prodotti biologici il modo più economico è partecipare a un gruppo d'acquisto.
Che sarà sicuramente egemonizzato dal ben informato di turno, che sicuramente lui non ci guadagna niente, lo fa solo per aiutare amici in difficoltà. Ovviamente i sedicenti prodotti bio sono più cari e meno buoni degli altri, ma almeno hai l'approvazione del gruppo impaurito e raccolto attorno al cane da pastore. E poi vuoi mettere che così ti avveleni contento.
Imballaggi? No, grazie. Il modo migliore per evitarli è fare la spesa al mercato dove la merce è venduta sfusa.
Allora? O non s'era detto che bisognava farsela portare a casa (dalla grande distribuzione ovviamente)? Certo che incartare nei fogli di giornale verdura e pane, dopo che i prodotti sono stato esposti al traffico e alle "micidiali" polveri sottili dà una soddisfazione impagabile.
Beve bene chi beve gratis. L'acqua minerale viaggia su camion ed è imbottigliata nella plastica, che va riciclata. Meglio quella di rubinetto.
Magari inquinata o odorosa di sapone, sporca di ruggine o aromatizzata al cloro? Ovvio che può piacere ma stammi alla larga che non mi interessa. E poi non è gassata, amico del cavalier Gazzoni e dell'idrolitina al sapor di bicarbonato di sodio.
Pasta e verdura. Meglio fare il bis. Utilizzate la stessa acqua usata per bollire le verdure anche per cuocere la pasta.
Il fine gastronomo che c'è dietro questo consiglio andrebbe mandato a preparare i pastoni ai maiali, che non vanno per il sottile, ma almeno in fine di esistenza si rendono utili.
Il calendario del gusto. Utilizzare soltanto e sempre prodotti di stagione (oltretutto, sono più buoni).
Questo, tra tutti, è il consiglio meno idiota. Anche se non vi è chi non veda come sia venato da una sorta di pauperismo strisciante che ti colpevolizza se ti avvicini a qualche primizia esotica o non resisti al richiamo del pomodoro anche d'inverno.
I prodotti a km zero. Vanno consumati alimenti derivati da piante e animali coltivati o allevati a poca distanza da casa nostra.
Quale sia la poca distanza in un mondo globalizzato, con trasporti efficienti e sempre meno cari non è dato sapere. Diciamo che ci si riferisca alle campagne che ancora circondano le città fumose e industriali (?!). E quindi io dovrei privarmi del piacere di gustare un pollo di Bresse che alla Metro costa meno di quello che si fa spennare appositamente il mio amico Roberto da una lurida contadina dei dintorni? O di mangiare carne argentina, la migliore del mondo, invece di quella garantita chianina, che sembra un modellino in scala di quella vera? O di gustare arance e clementine, ananas e banane perché sono esotiche? E i pistacchi, solo quelli di Bronte o posso mangiare anche quelli iraniani? L'insalata deve essere solo quella della piana di Mantignano, aggredita dai fetori della Silos, o posso anche sbizzarrirmi con un'indivia belga? Se poi penso ai miei caffè aromatizzati che mi faccio spedire dal Regno Unito...
Mettere sempre il coperchio sulla pentola dove bolle l'acqua: si risparmia energia.
Certo. E sai che risparmio. Più che altro di tempo. Ma come la mettiamo con il bollito? Va fatto con o senza coperchio? E il risotto? Non sarà che ogni preparazione segue delle regole sue?
La classe A è tutto. Con il frigo di classe A ogni mese si producono 15 chili di anidride carbonica in meno.
A parte che l'uso di queste cifre sembra come il latinorum di Renzo, un polverone per rendere attoniti i poveracci in fiera, dovrebbero sapere che ormai i migliori elettrodomestici (come il mio frigo) sono di classe A+ o AA, almeno.
Meglio stare sotto pressione. Usare la pentola apressione per le ricette che hanno bisogno di cotture lunghe.
Nonostante i consigli di Lagostina, Aeternum e molte personali prove, si risparmierà anche tempo, ma il risultato non è mai lo stesso di quello del procedimento di cottura canonico, ricetta per ricetta. Giusto un bel minestrone surgelato ci si fa con comodo nella pentola a pressione. Ci fareste un ragout o una pomarola?
Insomma un bel miscuglio di ovvietà, di indimostrabili teoremi, di minacce spaventose. E tutti corrono a obbedire. Ieri avevano paura del peccato e della dannazione. Oggi dell'ambiente che tanto idolatrano. Infatti, le due cose si assomigliano, molto.
Eco- cucina si intitola il pezzo, con un bel decalogo per allocchi annoiati e snob. O siamo sul banale o sul contraddittorio o sul lodicotantoperdire. In ogni caso guardiamoci da questi consigli.
Il carrello si riempie on line. Ogni anno una famiglia percorre 1.440 chilometri (e chi gliel'ha detto?) per rifornire la dispensa: meglio la spesa in rete.
Clamoroso. Oltre al fatto di non poter toccare con mano o vedere da vicino cosa compri, leggere le etichette e controllare il peso, devi aumentare il traffico e pagare un sovrappiù. Furbo.
[Il mio supermercato dista 1 km; di solito ci vado una volta alla settimana, in macchina. Se fossero due, in un anno fanno 104 km. Se andassi a quello più distante, sempre due volte la settimana, sarebbero 624. Se la media è quella, qualcuno va a fare la spesa in Australia].
La spesa bio è di gruppo. Per comprare prodotti biologici il modo più economico è partecipare a un gruppo d'acquisto.
Che sarà sicuramente egemonizzato dal ben informato di turno, che sicuramente lui non ci guadagna niente, lo fa solo per aiutare amici in difficoltà. Ovviamente i sedicenti prodotti bio sono più cari e meno buoni degli altri, ma almeno hai l'approvazione del gruppo impaurito e raccolto attorno al cane da pastore. E poi vuoi mettere che così ti avveleni contento.
Imballaggi? No, grazie. Il modo migliore per evitarli è fare la spesa al mercato dove la merce è venduta sfusa.
Allora? O non s'era detto che bisognava farsela portare a casa (dalla grande distribuzione ovviamente)? Certo che incartare nei fogli di giornale verdura e pane, dopo che i prodotti sono stato esposti al traffico e alle "micidiali" polveri sottili dà una soddisfazione impagabile.
Beve bene chi beve gratis. L'acqua minerale viaggia su camion ed è imbottigliata nella plastica, che va riciclata. Meglio quella di rubinetto.
Magari inquinata o odorosa di sapone, sporca di ruggine o aromatizzata al cloro? Ovvio che può piacere ma stammi alla larga che non mi interessa. E poi non è gassata, amico del cavalier Gazzoni e dell'idrolitina al sapor di bicarbonato di sodio.
Pasta e verdura. Meglio fare il bis. Utilizzate la stessa acqua usata per bollire le verdure anche per cuocere la pasta.
Il fine gastronomo che c'è dietro questo consiglio andrebbe mandato a preparare i pastoni ai maiali, che non vanno per il sottile, ma almeno in fine di esistenza si rendono utili.
Il calendario del gusto. Utilizzare soltanto e sempre prodotti di stagione (oltretutto, sono più buoni).
Questo, tra tutti, è il consiglio meno idiota. Anche se non vi è chi non veda come sia venato da una sorta di pauperismo strisciante che ti colpevolizza se ti avvicini a qualche primizia esotica o non resisti al richiamo del pomodoro anche d'inverno.
I prodotti a km zero. Vanno consumati alimenti derivati da piante e animali coltivati o allevati a poca distanza da casa nostra.
Quale sia la poca distanza in un mondo globalizzato, con trasporti efficienti e sempre meno cari non è dato sapere. Diciamo che ci si riferisca alle campagne che ancora circondano le città fumose e industriali (?!). E quindi io dovrei privarmi del piacere di gustare un pollo di Bresse che alla Metro costa meno di quello che si fa spennare appositamente il mio amico Roberto da una lurida contadina dei dintorni? O di mangiare carne argentina, la migliore del mondo, invece di quella garantita chianina, che sembra un modellino in scala di quella vera? O di gustare arance e clementine, ananas e banane perché sono esotiche? E i pistacchi, solo quelli di Bronte o posso mangiare anche quelli iraniani? L'insalata deve essere solo quella della piana di Mantignano, aggredita dai fetori della Silos, o posso anche sbizzarrirmi con un'indivia belga? Se poi penso ai miei caffè aromatizzati che mi faccio spedire dal Regno Unito...
Mettere sempre il coperchio sulla pentola dove bolle l'acqua: si risparmia energia.
Certo. E sai che risparmio. Più che altro di tempo. Ma come la mettiamo con il bollito? Va fatto con o senza coperchio? E il risotto? Non sarà che ogni preparazione segue delle regole sue?
La classe A è tutto. Con il frigo di classe A ogni mese si producono 15 chili di anidride carbonica in meno.
A parte che l'uso di queste cifre sembra come il latinorum di Renzo, un polverone per rendere attoniti i poveracci in fiera, dovrebbero sapere che ormai i migliori elettrodomestici (come il mio frigo) sono di classe A+ o AA, almeno.
Meglio stare sotto pressione. Usare la pentola apressione per le ricette che hanno bisogno di cotture lunghe.
Nonostante i consigli di Lagostina, Aeternum e molte personali prove, si risparmierà anche tempo, ma il risultato non è mai lo stesso di quello del procedimento di cottura canonico, ricetta per ricetta. Giusto un bel minestrone surgelato ci si fa con comodo nella pentola a pressione. Ci fareste un ragout o una pomarola?
Insomma un bel miscuglio di ovvietà, di indimostrabili teoremi, di minacce spaventose. E tutti corrono a obbedire. Ieri avevano paura del peccato e della dannazione. Oggi dell'ambiente che tanto idolatrano. Infatti, le due cose si assomigliano, molto.













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